Il terremoto inventato di Nino Inzerillo,intervista all’Autore, riflessioni di Giuliana Sonnati

Presentazione di Nino Inzerillo

Scrissi il romanzo quattordici anni fa, interamente a mano su dei fogli di carta A4, servendomi di una stilografica. I capitoli furono trattati separatamente, in soluzione di continuità, quasi avessero la valenza di un romanzo a se stante. Quando ebbi finito, ne feci un file ed operai il primo editing. A quel tempo lavoravo ancora e non mi preoccupai di proporlo ad un editore, lo diedi in lettura ad alcuni amici e questi mi spinsero a proporlo. Ricevetti una chiamata da un editore, che non capì alcunchè del romanzo e, cosa per me assolutamente inaccettabile, mi propose di contribuire alle spese. Lo mandai al diavolo e chiusi il romanzo in un cassetto. Non era il mio primo romanzo, ne avevo scritto altri, che avrei recuperato e proposto in self publishing.

Rimasto senza lavoro e senza alcun sostegno al reddito, l’ente per cui lavoravo venne chiuso per fallimento, casualmente trovai in rete il sito di Bookabook. Lo proposi e fu accettato. Partì una campagna di crowdfunding, che prevedeva tre step: in sei mesi i sostenitori raggiunsero una quota prossima alle seicento copie in prevendita, iniziò il lavoro di editing da parte della casa editrice. Dopo l’editing di secondo livello, fu realizzato il progetto grafico, il romanzo, finalmente impaginato professionalmente e con una cover, vide la luce a fine giugno del 2017.

Inizialmente avevo pensato di prendere in affitto una sala ed organizzare una presentazione, le spese erano rilevanti ed insostenibili per me, preferii organizzare un brindisi coi sostenitori che mi erano stati più vicini e rimandare la presentazione ad un momento migliore.

Mi sono adoperato in prima persona per promuoverlo, contattando blogger ed ottenendo un congruo numero di recensioni, ognuna di queste confermava la bontà del lavoro svolto, ma da solo e senza alcun sostegno, potevo ottenere ben poca visibilità. Del resto, si sa, un autore sconosciuto, che ha lo stigma di una casa editrice piccola e poco attenta alla promozione, ha ben poche chance di giungere al grande pubblico.

L’unico contest letterario, gratuito, a cui ho partecipato, è stato su Twitter, dove PuntoLettura indiceva un premio annuale (Premio Twitter Letterario del 2017), inaspettatamente, vinsi come miglior esordiente, battendo scrittori che avevano alle spalle editori di prestigio.

Con ogni probabilità pago lo scotto di un romanzo che non è accessibile a tutti, che non tratta argomenti che vanno per la maggiore, che non ha ricevuto la promozione di un ufficio stampa.

In seguito ho pubblicato gli altri lavori che avevo già pronti, li ho pubblicati col programma di Amazon (KDP).

In atto non ho contezza delle vendite, il report è annuale e saprò qualcosa alla fine del 2018.

Tutte le recensioni sono consultabili in rete, visitando il sito dell’editore a questa pagina:

https://bookabook.it/libri/il-terremoto-inventato/

Il romanzo è in vendita sul sito summenzionato (codice sconto BOOKED), su Amazon ed è ordinabile nelle librerie. Pubblicato sia come paperbook sia in formato elettronico (ebook) in formato ePub o Mobi.

Sinossi

Un distinto professore scende da un taxi e, candidamente, chiede di essere istituzionalizzato in una struttura pubblica per la salute mentale. La vita in ospedale e i suoi ritmi iniziano però ben presto a stargli stretti e, sopraffatto dalla noia, decide di sfruttare la confusione generata da una scossa tellurica per evadere.

Inizia così il suo percorso per le strade cittadine che non frequentava da anni, incontrando e interagendo con personaggi reali e fantasmi del suo passato. Rievocherà i viaggi in treno e in aereo, ripercorrerà quelle vie che aveva perseguito alla ricerca dell’amore o di qualcosa che ne avesse le parvenze. In un drammatico confronto finale riuscirà a sconfiggere quelle forze malefiche che lo avevano ammantato e cercato di ridurre a vittima sacrificale. Ma riuscirà anche a mettere insieme i pezzi della sua personalità e accettare di vivere?

Bio

Nato a Palermo nell’ottobre del 1956, laureato in Scienze Politiche, ha lavorato come ricercatore, docente, esperto di orientamento e di politiche attive del lavoro. Responsabile di progetto per la Cigar Club Association, pubblica saggi e articoli sulla rivista Sigari!, organo di stampa dell’associazione.Catador Honoris Causa, Panelist Cigarsense.

 

Intervista all’Autore ( di Giuliana Sonnati )

Ne “Il terremoto inventato” quanto c’è di autobiografico,quanto hai scritto di te?

C’è molto di me stesso, di autobiografico. A patto che si convenga sull’accezione del termine: alcune parti sono realmente accadute, altre le ho solo sognate o raccontate col linguaggio del mio inconscio.
 

Nino a quali autori ti sei ispirato per il linguaggio del tuo Romanzo, piuttosto aulico?

Il linguaggio che adopero in questo romanzo è la nota che mi distingue anche nella quotidianità, ho letto i romanzi dei grandi russi e dei francesi. Da Flaubert a Bulgakov, da Dostoevskij a Cechov, da Gogol a Hugo. Nella costruzione del mio stile hanno inciso le letture dei libri di Watzlawick, Bateson e Lacan. Un sociologo romanziere ed un romanziere sociologo, senza soluzione di continuità.

ho visto che questo non è il tuo primo libro, quanti altri ne hai scritto e a quali generi appartengono? 

Sai che faccio fatica a contarli? Questo è il primo ad essere stato pubblicato, ma tra saggi e romanzi, penso di essere prossimo ad una decina di libri. 


c’è tra questi Libri un prequel al Terremoto inventato?

Si, il primo romanzo che scrissi “Gli occhiali di Peter Pan”, anticipa i temi che sarebbero stati trattati ne Il Terremoto Inventato. Lo scrissi almeno ventiquattro anni fa, l’ho rivisto e pubblicato, avendo cura di adattarlo allo status di “prequel”


hai intenzione, o l’hai già fatto, di scrivere un sequel al ‘Terremoto inventato’? 

Si, il sequel è già stato pubblicato, “Mi sono innamorato di Naomi Watts”, cui hanno fatto seguito “La moleskine ritrovata” e “La follia o l’amore?”. La sequenza è, adesso, completa. Anche se credo di avere un’altra freccia da usare, ho in mente un progetto, ma non è di imminente realizzazione.

Un numero non indifferente di romanzi, non pensi di generare confusione nel lettore?

Si, è un’affermazione che ho già sentito. Si deve tener conto della mia età anagrafica, del fatto che da tre anni mi ritrovo senza occupazione e, pertanto, ho avuto tempo e modo di elaborare la mia storia. Avrei potuto scrivere un unico romanzo, ma se contate le pagine, vi accorgereste che sarebbero state troppe, meglio frazionarle e diluirle nel tempo.


Chi è il tuo lettore ideale? A quale fetta di pubblico ti rivolgi?

È una persona che ama giocare un gioco a somma differente dallo zero con lo scrittore, uno che non giudica il nome ancor prima di aver letto, che sa distinguere forma e contenuto, uno che non ti etichetta cogli stigmi dell’esordiente dalla piccola casa editrice, ma è “capace” di leggere senza pregiudizi, che non si lascia influenzare dalle mode o dalla costruzione del successo. Tra i miei lavori, annovero romanzi che sono assai semplici (La terra dei laghi o Il Sigaro dello Zoppo), ho cercato di adeguare il registro espressivo senza che costituisse un limite, quel linguaggio aulico che menzionavi prima. Ho scritto un po’ per tutti, basta solo avere la voglia di leggere!

Le mie riflessioni

Un libro molto interessante, con un ritmo avvincente, uno stile tutto personale che usa un linguaggio aulico, insolito per un Autore contemporaneo, che lo caratterizza e lo rende assolutamente originale, mai banale.
Intriso di feedback che non ne ostacolano la lettura, ma che riescono a collegare quell’interessante azione di introspezione di cui è pervaso tutto il Romanzo, a tratti onirico, focalizzato soprattutto sulla labilità della psiche umana, sui voli pindarici della mente.
Tutto questo ci porta a scoprire ancora una volta un altro ruolo della Letteratura : quanto la scrittura, che passa attraverso l’ autoanalisi, possa riuscire a far elaborare i propri fantasmi e a volte anche a seppellirli.
Grazie Nino .

Lettura consigliata

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Un pensiero su “Il terremoto inventato di Nino Inzerillo,intervista all’Autore, riflessioni di Giuliana Sonnati

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