Autostop per la notte. di Massimo Anania .Miraggi edizioni

Romanzo di esordio di Massimo Anania, che non lo nego, mi ha creato non poche incertezze all’inizio, dato il mio annoso, dichiarato più volte, scarso se non nullo amore per il genere (giallo e affini).

Una mia personale manchevolezza, un difetto grandioso, un pregiudizio che restringeva non poco il panorama delle mie letture.

Superate le prime reticenze, ho cominciato a leggere il libro aiutata dal ritmo molto incalzante, che mi ha trascinato nel suo vortice e in un mood sempre più interessato mi ha letteralmente costretto a leggere avidamente, praticamente a divorare il libro in poche ore.

La trama : una storia che ruota intorno a l’autostop che il protagonista, un ragazzo normale, fa nella notte per arrivare in centro per una serata normale e suo malgrado, si trova coinvolto in incredibili e rocambolesche situazioni, peraltro non del tutto casuali.

“Hai sempre pensato che la vita sia piena di sorprese, imprevisti e curiose coincidenze, ma a volte resti sorpreso degli intrecci che ti propina”

Lo stile dimostra che l’autore sa ben giocare con le parole, e questo oltre al ritmo costituisce un punto di forza notevole del racconto, tra l’altro scevro da volgarità.

Tutta la narrazione, insolitamente scritta in seconda persona, incuriosisce non poco, si ha paura che qualcosa si interrompa e non possa reggere fino alla fine.

Invece ci si ritrova di fronte a un originale mezzo linguistico, un espediente letterario che riesce a trascinare il lettore, a creare con lui un legame che lo spinge ad andare sempre più avanti.

“ti chiedi se spunterà di nuovo il sole e lasci che la notte t’ingoi nel suo vortice di

schiavitu”

Ho trovato particolarmente interessanti e realistiche le riflessioni che scorrono a ruota libera, (consequenziali alla mancanza di freni inibitori dovuta all’alcol mischiato a sostanze stupefacenti in un contesto assurdo), quando i pensieri più diversi scorrono in tutte le direzioni senza un collegamento, in piacevoli realistiche digressioni.

“il bianco del soffitto vorrei che fosse trasparente per vedere le nuvole sarebbe bello avere una casa in mezzo al bosco nessuno che rompe niente macchine niente televisione e niente travestiti solo la natura che si manifesta in tutta la sua grandezza…”

“Una grande X sul calendario per cancellare gli ultimi quattro giorni e recuperarli nei prossimi trecento anni quindici minuti all’anno e istituire l’anno bisestile per l’eternità…”

Una storia tutta da scoprire, incredibile ma non assurda, che non mi meraviglierei se accadesse realmente.

“ma cosa gli racconto tanto è inutile raccontargli cosa mi è successo non crederebbe alla tua storia non saprei raccontargliela e lui non mi ascolterebbe nemmeno”

Ringrazio l’autore, per avermi sdoganato quel mondo che ingiustamente ho sempre censurato e gli faccio i miei complimenti, per aver saputo scrivere questo bel romanzo, che spero sia il primo di tanti.

Da leggere.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...