Mia madre è un fiume .Donatella di Pietrantonio.recensione di Giuliana Sonnati

Romanzo d’esordio, questo per l’Autrice, che fa già presagire il successo delle opere che seguiranno.

La trama è la storia di una madre incapace di raccontarsi, ormai persa, vittima dell’Alzheimer, ed è quindi la figlia che le racconta quella storia che lei ha ormai dimenticato, disperso senza speranza nell’atrofia dei solchi cerebrali, come polverizzata insieme alla loro secchezza .

Un amore “ nato storto”, conflittuale fin dall’inizio, vissuto dall’io narrante con la nostalgia di quello che avrebbe voluto fosse e non è stato,contrastato da sentimenti alterni di amore e odio .

Doveva amarmi contro tutti,Invece il fieno era lì, il grano maturo e gli animali affamati”

Scorrono così in un fiume di parole le descrizioni di una vita contadina in un Abruzzo dagli anni ‘40 ai giorni nostri, descritte con il linguaggio a volte della poesia e della nostalgia, a volte in quello crudele e ruvido della schiettezza senza limiti.

Avevo una madre inaccessibile, non per disamore, per fretta, quest’altra forma del disamore”

Chiusi nel nostro mondo delimitato dagli alberi,dalle nubi,dalla solitudine,bevevamo la mattina presto il latte delle mucche alloggiate al piano di sotto,inzuppato nel pane..Ignoravamo l’unitá di misura della vita, sembrava per sempre.

Il romanzo si svolge, mischiato, tra presente e passato che si scambiano in rapidissimi passaggi, ripercorre l’albero genealogico nei momenti salienti della famiglia, della guerra, del dopo guerra fino ai giorni nostri.

Racconta con infiniti particolari di quegli anni in cui “le famiglie superavano il limite tra la povertà e la miseria” Dei “dopocena tutti accanto al fuoco ,un po’ più loquaci del solito, con la luce alterna della fiamma sui volti segnati da stanchezze differenti.”

Più tardi ,a letto, l’intimità coniugale avrebbe restituito odori di fieno stagionato,di stalla ,imprigionati nei capelli. E di alcune scene dal matrimonio di sua madre, che giovane sposa la vede partire su una giovenca infiocchettata …

eri raggiante,salutavi le persone dal finestrino.Non è vero che tutte le spose sono belle

Il racconto si perde a volte nei sensi di colpa che arrivano puntuali , al solo pensiero che “ quando morirà sprofonderò nella colpa che mi vado costruendo giorno per giorno…pronta per il suo funerale. La colpa è vuota . É il vuoto delle mie omissioni .La cura di cui ha più bisogno lascio che le manchi.

Ma lo sforzo per raccontarla, piano piano raggiunge lo scopo di ritrovarla e finalmente di accettarla.

Le ho imputato il mio volo zoppo. Lei è il mio pretesto. É causa, e motivo.

Mia madre è un albero. Alla sua ombra mi sono giustificata. Si secca anche l’ombra, si riduce,

Presto sarò allo scoperto.

Da leggere.

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4 pensieri su “Mia madre è un fiume .Donatella di Pietrantonio.recensione di Giuliana Sonnati

  1. Recuperero’ anche questo. So già che mi farà male. Lavoro quotidianamente a contatto con l’Alzheimer e mi tocca molto qualsiasi storia tocchi l’argomento.

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