Bella mia -Donatella di Pietrantonio – Einaudi

Recensione di Giuliana Sonnati

Anche il terremoto non guariva,era un’epilessia profonda della terra insorta da un momento all’altro e non smetteva più .

La lettura di questo libro,rispetto agli altri dell’Autrice, attrae come una calamita e conduce senza soluzioni di continuità,fino in fondo,fino all’ultimo rigo.

Cattura per portare oltre quella intensa commozione grazie alle parole,che private della solita rudezza, diventano delicate, poetiche oltre che schiette e lucide nel descrivere una tragedia immensa, troppo grande, di quelle che segnano la vita in modo indelebile.

La trama, un romanzo ambientato all’Aquila durante il terremoto del 2009, che ha raso al suolo la bellissima città : la Bella mia della canzone dedicata, si svolge tra infiniti flashback che riescono nell’intento di smorzare l’intensità delle emozioni che lo pervadono.

Ignoro come mi è uscita la voce per scambiare quelle quattro parole,la sentivi sgorgare aliena da un luogo interno scisso e automatico,una trascurabile zona franca ai margini del lutto appena sceso.

Presente tragico, passato prossimo e passato remoto scorrono insieme e insieme compongono un puzzle intrecciato di affetti veri, inscindibili, imperniato su legami di sangue profondi, la cui memoria è l’unica cosa che rimane quando vengono spezzati .

Certi giorni invecchiano più di una vita”

Caterina, gemella sopravvissuta a Olivia rimasta intrappolata tra le macerie di un crollo sismico, si ritrova depauperata di tutto quello che aveva, completamente svuotata, a vivere con la madre schiacciata da un lutto pesante, nel ruolo inaccettabile e ingrato a sua volta, di madre di un adolescente scontroso e ribelle, figlio della sorella.

Adopera la musica che si versa nelle orecchie come filo spinato tra me e lui “

Al centro il tema della gemellaritá, quella magica alleanza di anime , “la parte di me che non sono riuscita ad essere “ cui Caterina dedica la notte, perché la sorella le manca senza pietà, mentre nella notte dorme il dolore degli altri due.

Si trascinano così nel dolore i giorni bui, nelle C.A.S.E provvisorie, in attesa tra una scossa e l’altra, di una ricostruzione improbabile della città.

Ma la vita anche nelle peggiori condizioni,anche quando tutto sembra perduto, riesce ad offrire la speranza, la possibilità di una rinascita affettiva.

E anche il mondo animale partecipa in modo attivo, per alleviare le sofferenze dei sopravvissuti, dai cani fedeli agli uccelli con i loro particolarissimi suoni musicali.

Un romanzo poetico,un canto d’amore e di sofferenza per la perdita degli affetti e di quello che è andato distrutto, ma anche un canto d’amore per la vita che, pur scorrendo nel dolore, riesce ad offrire inaspettate possibilità di rinascita.

Da leggere.

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4 pensieri su “Bella mia -Donatella di Pietrantonio – Einaudi

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