L’animale femmina,di Emanuela Canepa.recensione di Giuliana Sonnati

Il libro è veramente complesso,così come complessi sono i personaggi che l’autrice delinea,tipizza,analizza,scannerizza in modo profondo nelle loro azioni ,pensieri ,convinzioni.

Lo stile del romanzo è semplice, mai pesante nonostante il lessico ricercato, mai banale.Ci sono frasi che mi hanno colpito:

Non importa se stai bene o male, se sei infelice o pensi a te come un miserabile senza speranza. A livello cellulare il ciclo di riproduzione si svolge per tutti allo stesso modo. A livello cellulare l’inadeguatezza non è codificata”.

La storia è il rapporto dispotico tra un vecchio ambiguo avvocato e una giovane studentessa che si trova a lavorare per lui,in apparente rapporto di sudditanza nei confronti di un uomo influente .É un uomo,come lo definisce Emanuela Canepa “ombroso e cinico, innamorato della sua visione del mondo sulla quale non ammette contraddittorio”

silenzio, testa bassa che mi costringe a mandare giú la rabbia insieme con il cibo, e che mi intossica il sonno e la digestione”

Pensa male di tutti, non ha stima per nessuno, il suo unico piacere è catalogare gli individui.Ma gli uomini lo interessano meno ed è sulle donne soprattutto che riversa la sua insoddisfazione e la sua smania aristotelica di classificatore.

Gli insuccessi universitari di Rosita, studentessa di Medicina fuori corso, scappata dalla famiglia e con un lavoro insoddisfacente con cui non riesce a mantenersi.

Alla base della sua fuga da casa è il rapporto conflittuale con la madre vedova tradizionalista che

Ha sempre avuto il passo pesante, il gesto imperioso, la concentrazione livida di quelli che hanno in mente uno scenario definito nei dettagli prima di mettersi all’opera, e non ammettono variazioni rispetto al pronostico.

Ha una sua etica calvinista che mi ha scrupolosamente trasmesso, si sente a disagio quando è ferma e improduttiva”

La protagonista ha un pallido rapporto sentimentale con un uomo sposato che vede molto sporadicamente

È un amore da piccoli coltivatori. Un minuscolo orto urbano di sesso e sentimenti bonsai”

“il problema tra di noi è che non esiste nessuno spazio di negoziazione. Non ci sono occasioni per smussare gli spigoli, o provare a costruire una rete di cura per i bisogni dell’altro. Ogni volta è come se fosse la prima, si ricomincia da capo, due perfetti sconosciuti che devono imparare tutto l’uno dell’altra. Magari è anche per questo che continua a piacermi tanto. Forse la chimica e l’intimità sono inversamente proporzionali”

La protagonista, parte da una serie di decisioni sbagliate che la portano sull’orlo di un fallimento esistenziale. Ma è solo qui, sul fondo del pozzo, che vede riflessa una nuova immagine di sé, che non è più quella che gli uomini hanno visto fino ad allora di lei

troppo piccola, troppo magra, troppo poco appariscente, specie per uomini con un immaginario erotico così vintage”Per loro valgo quello che mostro, o che mi posso permettere di esporre, quindi pochissimo”

Il romanzo è un’indagine psicologica a tutto tondo, non solo della mente femminile, ma anche di quella maschile in un’apparente sudditanza della prima nei confronti di un uomo influente.

È anche un sottile gioco di seduzione senza sesso,un rapporto ambiguo,in cui la facile sottomissione di un essere più debole serve al potente misogino per riscattare le proprie squallide frustrazioni.

“Per molto tempo non ho avuto il coraggio di farlo. Poi mi sono detta che dovevo tentare, e alla fine ci sono riuscita. Perché sapevo che là dentro sarei morta. E io invece volevo vivere».

molto interessante.da leggere.

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2 pensieri su “L’animale femmina,di Emanuela Canepa.recensione di Giuliana Sonnati

  1. Commento chiaro ed esaustivo che coglie tutte le problematiche della protagonista e di coloro che la circondano. Ho trovato arguta, minuziosa e originale la descrizione della madre dall’etica “calvinista”.
    Consigliato a tutte le ragazze che vivono momenti difficili alle prese con un mondo che ancora non le vede protagoniste.
    Non ho ancora letto la fine

    "Mi piace"

    • Grazie,Valeria della condivisione e del commento.É un libro che fa riflettere sulla complessità dei rapporti madre-figlia,che non tutte le ragazze sanno affrontare come la protagonista del racconto,
      a tutti i costi,pur di uscire a essere liberi e poter vivere una vita propria .

      Piace a 1 persona

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