I difetti fondamentali.di Luca Ricci.ed Einaudi recensione di Giuliana Sonnati.

Ancora una volta,mi trovo a leggere un autore a rebours,subito dopo averne apprezzato l’ultima opera( Gli autunnali)

Ne “I difetti fondamentali,ritrovo l’abile penna di Luca Ricci alle prese con una descrizione cinica, esagerata, quasi caricaturale, surreale e allo stesso tempo un po’ realista di quattordici tipologie di scrittori ,con quel mondo che ruota intorno a loro, fatto da editori, editors, agenti letterari, librerie, premi letterari e l’intera filiera editoriale in decadenza.

Gli scrittori lavorano nelle tenebre, e come ciechi soppesano l’oscurità” ha detto José Saramago.Ma è davvero possibile raccontare una figura sfaccettata, mutevole e imprevedibile come quella di chi per mestiere inventa mondi?”

Luca Ricci parte dai difetti, esasperandoli, amplificandoli, allo scopo di creare stereotipi per lo più di sfigati, compulsivi, misogini, feticisti, tutti disperatissimi,come se

per riuscire nella scrittura bisognava prima fallire in tutto il resto”

L’autore tratta anche di premi letterari,come il Nobel, nel racconto “il velleitario” “ritenendo tutti gli altri bazzecole, atti di triviale mecenatismo che la società civile aveva deciso di tributare alla mostruosità dell’arte, per tentare di ammansirla. Un’elemosina, a dirla tutta”

Ma quello che appare da subito, denominatore comune di tutte le storie, colonna sonora e difetto universale è l’amore, che pervade i racconti, un amore crudo fatto di sesso, perversioni, devianze, follie, in cui “le dipendenze sono una forma di libertà ” ricerca perenne di stimoli nuovi, di emozioni borderline, che servano a placare i sensi e permettere allo scrittore di fare il suo lavoro,cioè scrivere.

E quello che Ricci richiede alla letteratura sono domande sull’essenza di ciascuno, sulla strana composizione di cui sono impastati certi esseri umani e le loro squallide vicende esistenziali, rendendo ancora una volta il suo personale forte tributo e conferma di amore assoluto per la letteratura; dimostrando che

“ci sono due specie di scrittori, Quelli che lo sono, e quelli che non lo sono”

Questo libro non è una semplice serie né una Raccolta di racconti,ma un ” libro di racconti. da leggere.

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