“Gli autunnali” Romanzo di Luca Ricci .recensione di giuliana sonnati.

Non restava che l’autunno …quel quarto di anno libero –libero in primis dal dogmatismo del meteo (quando faceva troppo freddo o troppo caldo le possibilità esistenziali si riducevano automaticamente) –in cui ognuno poteva essere come gli pareva, assumere la forma che preferiva.”

Si legge tutto in una notte, trascinati dal ritmo dell’abile penna dell’autore, dallo stile moderno, mai banale, ironico, coinvolgente in modo totalizzante.

La trama: il realismo esistenziale di una coppia di mezza età annoiata in un matrimonio ormai stanco, uno scrittore famoso non ispirato, desideroso di trovare un nuovo amore esaltante, assoluto.

Ambientato in una Roma autunnale, decadente, l’autore Luca Ricci riesce ad amalgamare magistralmente il reale al surreale, che lo porta al desiderio insano, ossessivo, di un amore folle verso una donna morta un secolo prima .

Colpito in modo fulmineo da una foto di donna stampata in un vecchio libro (trovato in un mercatino dell’usato), che trattava la vita di Modigliani, il protagonista inizia la sua personale follia con un fantasma.

Ed è proprio lei, l’oggetto del desiderio Jeanne, moglie di Modi, morta suicida,perché incapace di sopravvivere alla morte del marito, se pur incinta, pervasa da un amore assoluto che va oltre il senso materno.

Inizia così per lui, un rapporto assurdo con Jeanne, la cui foto ritagliata dal libro e ripiegata, porta con sé giorno e notte, cercandola in ogni situazione, in ogni volto o corpo di donna,ricorrendo anche a strani riti per richiamarne la presenza.

La trova finalmente in Gemma, che in modo straordinario le somiglia fisicamente e la cui vita sembra avere anche una strana assonanza con quella di Jeanne, una vera e propria reincarnazione in essere.

La storia è una fotografia messa a fuoco del nostro tempo,un ritratto impietoso degli uomini e delle loro insane passioni,ma i cui “vizi non sono sempre privi di virtù” .

Un libro in cui “le foglie dell’autunno tra poco marcite” danno sempre ” luogo all’oscurità impenetrabile, sempre muta, delle notti di dicembre”

Ed è così che la storia,pervasa dall’inizio alla fine da citazioni ad ogni capitolo, tratte da “La chioma “di Maupassant, arriva ad un epilogo imprevedibile, degno di tutto il romanzo, che spiazza il lettore con un colpo di scena inatteso .

D’altronde l’autunno è una primavera tetra, una lunga agonia delle cose, compresi noi, l’esercitazione annuale (la prova generale?) in vista del trapasso”.

“Gli autunnali “non solo è un romanzo bellissimo , in cui si sovrappongono passato e presente letterario, ma allo stesso tempo è anche pura poesia.

Un libro che riscatta la letteratura di questo nostro tempo, troppo spesso decadente, un libro che vale la pena di leggere e anche ri–leggere.

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2 pensieri su ““Gli autunnali” Romanzo di Luca Ricci .recensione di giuliana sonnati.

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