LA RAGAZZA.di Giulio Piero Baricci.

7* Puntata

Fu in mezzo a questi soliti pensieri che, nel silenzio della campagna, la Morandina sentì dei lamenti umani, poi, improvviso, un forte scoppio e ancora grida disperate. Si fermò spaventata e cercò di guardare in basso verso i suoi campi ma non vide altro che le chiome rigogliose delle piante. Riprese a camminare più svelta e quando fu vicina alla grande quercia avvertì uno scalpitare di zoccoli proveniente dalla strada sottostante. Da uno spazio tra i rovi riuscì a intravedere due cavalli lanciati al galoppo. Fu un attimo e già erano spariti, ingoiati dalla scura galleria vegetale. Non poté riconoscere i cavalieri ma le sembrarono due uomini che montavano su uno stesso cavallo, mentre l’altro, scosso, trotterellava più indietro. Per vedere meglio, la Morandina si fece coraggio e scese dal grottone, sostenendosi ai cespugli. Pian piano raggiunse la strada e guardò timorosa verso la galleria. Dei cavalli e dei cavalieri, nessuna traccia ma dopo che la polvere sollevata dai loro zoccoli si fu posata, notò diverse chiazze per terra, non grandi ma scure e ben evidenti. Lì per lì dette la colpa alla tradizionale umidità della val di Chiana, però si ricredette alla svelta. Era da tanto tempo che non pioveva alle Ferriere. Incuriosita seguì le macchie a testa bassa per un breve tratto di strada e poi, oltre laforma, fin sotto la quercia. La scarpa che vide, sicuramente maschile, si trovava proprio sul ciglio del campo, vicino alla base del grosso tronco. Non le sembrò una delle solite vecchie scarpacce, mosce e bucate che insieme a persici e lucci tiravano su i pescatori dai burroni del Salarco e che poi gettavano via con qualche bestemmia di troppo, le parve, al contrario, seminuova e turgida, scura e quasi viva. La Morandina si avvicinò ancora di più. Era uno scarpone completamente fradicio, con la stringa sempre allacciata. Guardò meglio piegandosi in avanti e rimase inorridita. La scarpa era zuppa di sangue e un pezzo d’osso mezzo bruciacchiato spuntava fuori dal collo. Dentro ci stava ancora il piede del suo proprietario. La Morandina ristette impietrita ma, quando le parve che la scarpa si muovesse ancora, cacciò un urlo e fece un gran balzo all’indietro. Pensò che fosse successo come alla coda di una povera lucertola messa alle strette da un gatto e questo non la calmò, anzi, credendo che lì vicino avrebbe potuto trovare anche il resto del corpo, si mise a correre per la strada in direzione di casa, senza più voltarsi indietro.

Continua…

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