Bio-bibliografia di Giulio Piero Baricci

A metà della pubblicazione del Racconto “La Ragazza”,in modo insolito,(non in cima e non in fondo), pubblico la bio-bibliografia dell’Autore.

Giulio P. Baricci è nato e vive a Montepulciano, Siena.

Giulio è biologo e nella sua vita ha sempre mischiato, volutamente, scienza e arte – Ambedue sanno svelare, con creatività e immaginazione, l’essenza più profonda e la segreta bellezza della natura, e ci emozionano.- Giulio legge un po’ di tutto, saggi e narrativa, ma non tralascia le sue vecchie passioni: suonare e dipingere. Con la scrittura, si è cimentato in più generi, articoli, sceneggiature, canzoni e racconti, fino ad approdare al romanzo. Arriva così Frontiera Due che è presentato nel 2016, per l’editrice DonChisciotte.

Giulio ha scritto alcune pantomime grottesche e ha sceneggiato per il teatro un racconto di Baricco e uno di Saramago. L’Isola, (da Il racconto dell’Isola Sconosciuta di J. Saramago) è stato rappresentato nel 1999 al Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, (regia A. Zazzaretta).

Nel 2017, due suoi brevi racconti si classificano al primo posto in concorsi letterari nazionali per narrativa inedita: Il Bozzolo a Siena, premio “Territori della Parola”, e La Ragazza ad Arezzo, premio “Tagete”.

Il Bozzolo e La Ragazza fanno parte di una serie (racconti spinoff o, forse, prequels di Frontiera Due) che non si è ancora completata. I personaggi e i fatti qui narrati nascono dalla mente e dal cuore dell’autore, il quale, attraverso continue metamorfosi più o meno eclatanti, fa cantare, come in un grande coro, tutti gli interpreti della natura: uomini, animali, piante e cose. Si risentono i loro suoni e le loro voci che intonano e stonano, s’incontrano e si disperdono in un angolo paludoso dell’antica val di Chiana. Così, in una sorta di neonaturalismo (esasperato? provocatorio?), la natura tutta, acqua, terra, vento, insetti, alberi, strade, sassi… ci fanno riscoprire e capire, attraverso le loro, le nostre primarie emozioni, forse le più incoscienti ma alla fin fine le più vicine alla realtà. Sono i sentimenti e i pensieri di allora che vanno ritrovati. Stanno appiccicati e nascosti nei luoghi e negli oggetti abbandonati e oggi dimenticati, spesso per troppa fretta o per incuria, a volte per ignoranza. È in loro che soggiorna la memoria del mondo. Basta fermarsi ad ascoltare, con intensità, pazienza e con infinito amore. (g.p.b.)

Il Bozzolo ( Racconto pubblicato quest’anno in questo blog) è ambientato in un angolo paludoso della val di Chiana, dove un giovane contadino, muto fin dalla nascita, nella spasmodica ricerca di una soluzione alla sua diversità derisa, si dedica allo studio dei Lepidotteri e rimane affascinato dal ciclo vitale del baco da seta, da quell’esistenza solitaria e silenziosa quanto la sua ma, più della sua, generosa e disinteressata. Con il baco le parole non servono, lui sa capirlo e farsi capire, ugualmente. Così le speranze del giovane, nate da questa conoscenza, diventeranno tanto profonde e condivise che, alla fine, i suoi pensieri e quelli del Bombix mori s’identificheranno per sempre nella stessa vita e nella stessa illusione.

Nel racconto La Ragazza, una contadina ancora adolescente, durante le sue brevi camminate sopra gli argini di un torrente, impara a osservare e ad ascoltare tutta la natura che incontra in quest’andare. I paesaggi e i suoni le parlano al cuore. Sono colori, odori e rumori diversi che l’aiutano a capire la sua terra e se stessa. Anche i tormenti e i timori, che sembrano serpeggiare fra i campi e gli alberi, si mescolano con le sue ansie e le sue paure fino a confondere sogno e realtà. Per un fatto improvviso e misterioso, la ragazza non tornerà più a camminare sul greppo del torrente dove tutto le era sembrato possibile. Così, smarrite quelle voci, dispersi odori e colori, e svanito anche il loro ricordo, la ragazza, diventata donna, perderàla voglia di sognare.

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