Il dio Mercato e la dea Rete, nuove divinità supreme della civiltà globale.

    

  

Secondo Carl Gustav Jung ogni civiltà ha bisogno di miti. Senza miti, senza una mitologia, non è concepibile alcuna società, alcuna comunità.
Anche la nostra civiltà della globalizzazione, dunque, pur così laica e razionalista, ha i suoi miti, esattamente come le civiltà antiche. La differenza è che queste ultime accettavano e rispettavano quella dimensione dell’esistenza, mentre noi la rimuoviamo con sdegno, ritenendola qualcosa di irrazionale e di superstizioso. Quindi, direbbe Jung, anche se noi non lo sappiamo, i miti continuano a dominare la nostra coscienza, il nostro immaginario e soprattutto il nostro inconscio collettivo.

Come le civiltà antiche avevano spesso una struttura mitologica bipolare, con due massime divinità in continuo confronto dialettico tra loro per affermare la loro influenza sul mondo (Brama –> Shiva; Osiride –> Seth; Urano –> Gaia; Jahveh –> Satana etc.), così la nostra civiltà, basata sulla tecnologia e sull’economia, ha due entità mitiche principali, due supreme divinità che si contendono la supremazia: il dio Mercato e la dea Rete.
Entrambe sono entità indefinite, evanescenti, mistiche; che dall’alto della loro “globalità” e pervasività universale decidono i destini del mondo e quindi il presente e iI futuro di noi tutti.
Non sono guidate da nessun uomo o da nessun gruppo, ma, al contrario, ad esse guardano uomini, gruppi e nazioni per conoscere i loro destini e per accettare o respingere i loro responsi e le loro irrevocabili decisioni.
Quante volte negli ultimi anni abbiamo sentito usare dai giornalisti e dagli esperti espressioni come queste: “…vedremo domani quale sarà la reazione del mercato…”; oppure: “…il mercato costringe le aziende a de-localizzare…” ?
E quante volte abbiamo sentito, ad esempio nelle dichiarazioni dei grillini, espressioni come queste: “…sarà la rete a decidere il nostro candidato…” ; oppure: “…la rete dice che questo provvedimento è inaccettabile per il paese…” ?

Ecco dunque: le due entità vengono personalizzate. Agiscono e reagiscono come se fossero persone. Hanno un libero arbitrio, una volontà; decidono se premiare o punire, se tacere o emettere giudizi e sentenze. Ma soprattutto a volte sono imprevedibili e quasi capricciose, come appunto erano le antiche, onnipotenti divinità hindù, egizie, greche o latine… Se gli uomini non obbediscono ai loro voleri o violano l’ordine da loro stabilito, vengono severamente e intransigentemente puniti, proprio come accadeva ai vari Prometei delle mitologie antiche.
E proprio come spesso accadeva nelle mitologie antiche, una delle divinità è maschile e l’altra è femminile.
Mercato è la divinità maschile. Rappresenta la polarità paterna: severa, intransigente, inflessibile nel punire ogni trasgressione.
Rete invece é la divinità femminile e rappresenta la polarità materna. E’ comprensiva, pietosa, inclusiva; è la “grande madre” che accoglie con calore nella sua immensa pancia tutti suoi “fedeli”.
Diversa dunque e a volte contrastante è anche la loro azione sul mondo.

Il dio Mercato premia i popoli con manne dal cielo o li punisce con catastrofi apocalittiche. Premia i popoli che obbediscono ai suoi voleri, concedendo crescita, abbondanza, prosperità; e punisce quelli che disobbediscono o fanno finta di non conoscere i suoi categorici imperativi, infliggendo terribili stagnazioni, recessioni e vere e proprie carestie…
Mercato è misterioso nelle ragioni del suo agire, è imprevedibile, inaccessibile. A volte punisce senza pietà anche chi ha seguito fedelmente i suoi dogmi; altre volte, al contrario, grazia chi li ha contraddetti. Punisce magari immediatamente una nazione in quanto soggetta all’instabilità politica, ma può anche favorire, per sua insindacabile scelta, nazioni che sono addirittura senza governo da anni.
Solo i suoi aruspici e i suoi oracoli (i premi nobel dell’economia e i tecnocrati degli stati e dei sovrastati) possono attingere, seppure in misura minima, ai suoi segreti. Essi cercano di riconoscere e decifrare i segnali che preannunciano le decisioni del dio, e subito dopo comunicano queste rivelazioni alla massa degli uomini comuni. Ma, come facevano gli oracoli greci, lo fanno solo attraverso accenni, formule ambigue e parole oscure ed enigmatiche: spread, fiscal compact, rating, differenziale, fiscal cliff…
Come abbiamo già fatto capire, il dio Mercato è terribile e irremovibile. Spesso agisce in modo crudele; e sembra quasi divertirsi a giocare con i destini dei poveri mortali, proprio come se fosse una vera, spietata forza del male. Per questo è temuto e onorato; non proprio amato magari, ma rispettato per la sua incontrastabile e immensa potenza.

La dea Rete invece è misericordiosa. Interviene per spargere nel mondo giustizia ed onestà. Per mezzo dei suoi sconfinati poteri, può far venire alla luce e smascherare qualsiasi inganno o qualsiasi scorrettezza morale. Agisce come coscienza collettiva e, incrociando i dati, le intelligenze e le emozioni dei suoi miliardi di fedeli, interpreta il volere e definisce il pensiero di un’altra entità mitica operante nella civiltà della globalizzazione: Gente.
Rete (in alcune versioni dei miti chiamata anche Web) concede massima libertà ai suoi fedeli e lascia che essi si esprimano a loro piacimento in tutti i modi e in tutti i campi. Li gratifica con i like e li manda in estasi con la possibilità di diventare famosi almeno per dieci minuti, attraverso l’espressione della loro creatività.
Provoca class action molto politicamente corrette e rivoluzioni democratiche anti-tiranniche; concede vittorie elettorali impreviste e imprevisti successi commerciali; permette la realizzazione di ogni sogno a coloro che capiscono il suo immenso potere e si prostrano umilmente davanti alla sua inevitabile e sempre crescente grandezza.
Fa incontrare le persone, fa nascere amicizie ed amori al di là delle distanze e dei confini, e soprattutto mette a disposizione di tutti gratuitamente cultura, arte, intrattenimento…
La dea Rete è quindi venerata con amore dai suoi fedeli. A lei ci si rivolge per risolvere problemi, per avere giustizia, per divertirsi e per esprimersi e non sentirsi soli.
Anche la dea Rete ha i suoi oracoli, i suoi profeti, i sottili conoscitori dei suoi profondi misteri. Sono i programmatori, gli influencer, gli hacker, i blogger, gli webmaster… Anche loro possono “sentire” o intuire ciò che la dea dice, cercare di interpretare quali sono i suoi voleri e poi riferirne, solo con semicomprensibili ed esoterici accenni, a coloro che costituiscono la comunità dei fedeli: i semplici utenti inconsapevoli, la massa informe e sconfinata dell’ empowering people…
Spesso Rete si oppone allo strapotere del dio Mercato, cercando di temperare i suoi eccessi e di contrastare le sue decisioni unilaterali e impietose. Favorisce associazioni che cercano di rimediare in qualche modo ai suoi incontrollabili scoppi d’ira e appronta rifugi di solidarietà per chi è colpito dai suoi strali; si oppone inoltre, con una continua lotta di resistenza, al ruolo di semplice strumento al suo servizio a cui Mercato vorrebbe costringerla.

Sia la dea Rete che il dio Mercato hanno delle divinità inferiori, che collaborano alla loro azione e svolgono un po’ lo stesso ruolo che svolgevano gli angeli nella mitologia cristiana o le ninfe e i semidei nella mitologia greca.
Il dio Mercato ha al suo servizio le Agenzie di Rating, che naturalmente sono tre, come le parche e come le grazie, e si chiamano Moody’s, Fitch e Standard & Poor’s.
Queste ninfe svolgono la funzione di messaggere del dio, un po’ come faceva Mercurio con gli dei dell’Olimpo. Annunciano, avvertono, mettono in guardia… Mercato le invia agli uomini prima di lanciare le sue tremende maledizioni. Se gli avvertimenti non producono frutti, scatta la punizione.
Ma le tre ninfe possono anche portare buone notizie, premiare, decretare promozioni… Come facevano gli angeli e gli arcangeli nella mitologia cristiana, esse annunciano anche la “grazia del dio” e fanno entrare almeno temporaneamente i destinatari nel paradiso della grossa liquidità e dell’affidabilità finanziaria.

I semidei al servizio della dea Rete sono invece divisi in tre categorie: i Social Network, i Browser e i Siti.
Le semidivinità più importanti della prima categoria sono Facebook e Twitter; quelle della seconda sono Google e Firefox; alla terza appartengono invece una miriade di semi-divinità grandi e piccole che svolazzano come uccellini nella pancia della dea. Le più importanti e famose sono Youtube e Skype e le più piccole e quasi insignificanti sono i Blog, micro-divinità alla portata di tutti che svolgono la funzione di collegamento tra i singoli utenti e la dea, un po’ come facevano i penati nella civiltà latina.

Come in tutte le mitologie e in tutte le religioni, anche nella mitologia e nella religione della civiltà globalizzata esistono dei riti iniziatici, che mettono i singoli individui in contatto con le divinità e li fanno entrare a vari livelli nella comunità dei fedeli
La cerimonia di accesso al culto del dio Mercato è la “quotazione del titolo”.
Quando un fedele decide di entrare nella cerchia privilegiata degli iniziati al culto diretto del dio, compie questo rito. Esso consiste nella dichiarazione solenne di sottomissione al giudizio quotidiano di un’altra ninfa del dio, Borsa, che giudica ogni giorno il grado di affidabilità del fedele e quindi stabilisce il valore del suo titolo nella scala gerarchica degli iniziati.
Se il fedele non resiste alla continua analisi delle sue azioni e dimostra di non reggere i continui sforzi di concorrenza a cui lo chiama il dio, il suo titolo crolla. Borsa allora dichiara il suo default e il fedele viene espulso definitivamente dalla cerchia superiore degli iniziati, diventando di nuovo un semplice consumatore.
La cerimonia di accesso al culto della dea Rete è invece l’ “account”.
Questa cerimonia – che richiede un notevole impegno ed è spesso fonte di fatica e sofferenza – ricorda il battesimo della religione cristiana. Durante il rito dell’account, infatti, il fedele riceve un username, un nuovo nome, che verrà poi usato in tutte le cerimonie informative e comunicative che si svolgeranno all’interno del “tempio”. Successivamente all’iniziato viene assegnata una password, che rappresenta la formula mistica, la parola magica, necessaria per entrare in contatto con la dea.
Dopo l’attribuzione dell’username e della password, inizia per il fedele una nuova vita: quella virtuale. Egli accede definitivamente e irreversibilmente ad una nuova dimensione spirituale, che rende la vita vissuta fino ad allora, la cosiddetta “vita reale”, solo un’appendice e un insignificante contorno alla nuova vita a cui ha avuto accesso.

Come in tutte le mitologie che si rispettino, la dialettica e la lotta tra Mercato e Rete durano dall’origine dei tempi e dureranno fino alla fine dei tempi, quando – dice ancora il mito – le due divinità si accoppieranno in un cosmico amplesso e dalla loro unione nascerà una figlia. Questa nuova divinità riunirà in sé la natura etica della madre e la natura economica del padre, esprimendo anche plasticamente questa unità nel suo epico ed altisonante nome: Eticonomia

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